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	<title>Hosteria Capel Rosso Archivi - Blog su Riso e Risotti - Sommelier del Riso</title>
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	<description>Blog su Riso e Risotti - Sommelier del Riso</description>
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		<title>Hosteria Capel Rosso a Vercelli, la carta dei risi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ricette Racconti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2018 09:22:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Hosteria Capel Rosso propone la Carta dei Risi, selezionati per ogni ricetta. Lo storico riso S. Andrea DOP della Baraggia Biellese e Vercellese è protagonista della tradizionale panissa, ricetta tipica del territorio a base di brodo di fagioli e salame. Per i risotti in menù ha scelto due risi coltivati vercellese, Carnaroli e Baldo. Ben tornati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>L&#8217;Hosteria Capel Rosso propone la Carta dei Risi, selezionati per ogni ricetta.</h2>
<h3>Lo storico riso S. Andrea DOP della Baraggia Biellese e Vercellese è protagonista della tradizionale panissa, ricetta tipica del territorio a base di brodo di fagioli e salame. Per i risotti in menù ha scelto due risi coltivati vercellese, Carnaroli e Baldo.</h3>
<p>Ben tornati nel <strong>blog sul riso</strong>!</p>
<figure id="attachment_6885" aria-describedby="caption-attachment-6885" style="width: 770px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-6885 size-large" src="https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/CapelRosso.it_Tavola-1024x683-1024x683.jpg" alt="" width="770" height="514" srcset="https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/CapelRosso.it_Tavola-1024x683.jpg 1024w, https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/CapelRosso.it_Tavola-1024x683-300x200.jpg 300w, https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/CapelRosso.it_Tavola-1024x683-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /><figcaption id="caption-attachment-6885" class="wp-caption-text">ph credits Jenni Paajanen</figcaption></figure>
<p>Quando entri all&#8217;<a href="http://www.capelrosso.it/">Hosteria Capel Rosso</a> ti senti subito accolto dall&#8217;atmosfera calda e autentica del locale, gestito con cura e dedizione da Marinella Gasparini, un&#8217;amante delle cose buone, sempre alla ricerca delle eccellenze agroalimentari del territorio. Una cucina prevalentemente di terra la sua, dove le proposte variano insieme al ritmo delle stagioni e la tradizione si rinnova con elementi distintivi della cucina contemporanea. A Vercelli, capitale europea del riso, non poteva mancare un locale come questo: tre diversi risi in carta, scelti in base alle loro caratteristiche in cottura.</p>
<h3>La panissa, piatto tipico vercellese &#8211; Preparata con riso S. Andrea DOP di Baraggia, Riso Goio.</h3>
<figure id="attachment_6886" aria-describedby="caption-attachment-6886" style="width: 770px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-6886 size-large" src="https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/panissa-capel-rosso-1024x683.jpg" alt="" width="770" height="514" srcset="https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/panissa-capel-rosso-1024x683.jpg 1024w, https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/panissa-capel-rosso-300x200.jpg 300w, https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/panissa-capel-rosso-768x512.jpg 768w, https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/panissa-capel-rosso.jpg 1417w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /><figcaption id="caption-attachment-6886" class="wp-caption-text">ph credits Jenni Paajanen</figcaption></figure>
<p>Piatto simbolo della città di Vercelli, la panissa ha radici antiche: il suo nome deriva probabilmente dal termine latino &#8220;panicum&#8221;, che significa panico o miglio, uno dei cereali che veniva utilizzato nelle &#8220;panizze&#8221; della tradizione popolare, preparate con verdure, cereali decorticati e qualche pezzo di carne quando era disponibile. Un piatto simile ad una minestra che si è evoluto nei secoli fino all&#8217;attuale versione più vicina ad un risotto, anche se i veri amanti della panissa faticano a definirla tale. Nella panissa il riso viene fatto tostare con i suoi condimenti, a base di burro, salame e lardo, poi e viene fatto cuocere lentamente, versando il brodo di fagioli caldo fino a ricoprirne la superficie, senza i frenetici rimestamenti del risotto, cari alla tradizione lombarda.</p>
<p>Anche il riso utilizzato, il S.Andrea, non è la tipica varietà da risotto, come potrebbero essere Carnaroli o Arborio: ha un chicco leggermente più piccolo e amalgama bene il riso grazie all&#8217;abbondante rilascio di amilosio in cottura, che conferisce alla panissa quell&#8217;aspetto morbido e cremoso. Il suo nome deriva dalla storica abbazia di S. Andrea a Vercelli ed è coltivato nel territorio della DOP Riso di Baraggia Biellese e Vercellese, unica DOP del riso italiana. I produttore scelto è la <a href="http://www.risogoio.com/it/">Società Agricola Goio</a>, che coltiva il proprio riso dal 1929 a Rovasenda, nel cuore della Baraggia.</p>
<h3>Risotto con radicchio tardivo di Treviso e Gorgonzola &#8211; Preparato con riso Baldo di Ecorì.</h3>
<p><img decoding="async" class="size-large wp-image-6879 aligncenter" src="https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/baldo-radicchio-capel-rosso-1024x1024.jpg" alt="baldo Ecorì radicchio e gorgonzola" width="770" height="770" srcset="https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/baldo-radicchio-capel-rosso-1024x1024.jpg 1024w, https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/baldo-radicchio-capel-rosso-150x150.jpg 150w, https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/baldo-radicchio-capel-rosso-300x300.jpg 300w, https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/baldo-radicchio-capel-rosso-768x767.jpg 768w, https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/baldo-radicchio-capel-rosso-600x600.jpg 600w, https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/baldo-radicchio-capel-rosso-400x400.jpg 400w, https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/baldo-radicchio-capel-rosso.jpg 1417w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></p>
<p>Un classico risotto al radicchio, preparato con una base neutra di brodo vegetale e insaporito con formaggio Gorgonzola DOP, che aggiunto a fine cottura aiuta a mantecare il tutto. Il riso Baldo è un riso della tradizione piemontese ed è l’unico riso cristallino nel panorama dei risi da risotto italiani, solitamente caratterizzati dalla presenza della perla, una parte opalescente sul chicco.</p>
<p>Molto versatile in cucina, ha una buona tenuta di cottura. I suoi profumi a crudo ricordano sentori di frutta secca, in particolare la noce, e una volta cotto mantiene un chicco dall’aspetto lucido e compatto. I soci di <a href="http://www.ecori.it/">Ecorì Agricola</a> coltivano il riso nella provincia di Vercelli e Novara, garantendo la tracciabilità della filiera e l’autenticità della cultivar.</p>
<h3>Risotto con scarola, Lou Bergier Pichin, acciughe, pinoli e crumble di olive taggiasche &#8211; Preparato con riso Carnaroli Gli Aironi.</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-6880 aligncenter" src="https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/carnaroli-scarola-caperl-rosso-1024x1012.jpg" alt="carnaroli gli aironi scarola" width="770" height="761" srcset="https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/carnaroli-scarola-caperl-rosso-1024x1012.jpg 1024w, https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/carnaroli-scarola-caperl-rosso-300x296.jpg 300w, https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/carnaroli-scarola-caperl-rosso-768x759.jpg 768w, https://ricetteracconti.com/wp-content/uploads/2018/02/carnaroli-scarola-caperl-rosso.jpg 1417w" sizes="auto, (max-width: 770px) 100vw, 770px" /></p>
<p>La freschezza di questo risotto è data dal pesto di scarola, scottata e passata in acqua e ghiaccio, frullata con un filo d&#8217;olio e un pizzico di sale e poi aggiunta al riso verso fine cottura. La mantecatura è fatta con un formaggio a caglio vegetale, il Lou Bergier Pichin, che insaporisce e amalgama il risotto senza appesantirlo. Per impreziosire il piatto, vengono infine aggiunti il crumble di olive taggiasche, l&#8217;acciuga e i pinoli, che rimarcano il sapore mediterraneo di questa ricetta.</p>
<p>Per un piatto così importante è stato utilizzato il Carnaroli, riso da risotti per eccellenza, grazie al chicco grande e all’alto contenuto di amilosio, che conferiscono una eccezionale tenuta di cottura. L’azienda agricola Gli Aironi Risi &amp; Co lo coltiva nel territorio nelle Grange Vercellesi e lo lavora con una pilatura artigianale a pietra, grazie alla quale il chicco mantiene parte della sua pellicola esterna e resta più gustoso e croccante.</p>
<p>Marinella è un&#8217;appassionata di riso, ha seguito alcuni corsi con i <strong>Sommelier del Riso</strong>, ma soprattutto non si stanca mai di sperimentare: <em>&#8220;Quanto riso in bianco ho mangiato!&#8221;</em> ci racconta <em>&#8220;cotto solo in acqua per valutare il sapore del riso, i tempi di cottura, il rilascio dell&#8217;amido&#8221;</em>. Questa <strong>Carta dei Risi</strong>, che trovate al ristorante da Febbraio, è solo il primo passo verso la <strong>valorizzazione del riso italiano di qualità</strong>. Mentre state gustando il vostro risotto, cercando di apprezzare le qualità di quel particolare chicco, sappiate che Marinella sta già pensando a nuovi risi, quelli storici riscoperti dalla tradizione,  o varietà recenti di nuova costituzione&#8230; perché <strong>la ricerca, in cucina e in campo, non si ferma mai!</strong></p>
<p>________________________________________________________________________</p>
<p><strong>Hosteria Capel Rosso</strong></p>
<p>Vicolo Santa Chiara, 3</p>
<p>13100, Vercelli (VC)</p>
<p>Tel / Fax 0161.502322</p>
<p>Mob 366.1909409</p>
<p>www.capelrosso.it</p>
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